Nossignore, l’accento va sulla prima «o» e non sulla «i», altrimenti avrei scritto ´O zìo e questa sezione conterrebbe informazioni su un qualche mio parente.

L’ozio, come l’intendevano i classici, non denotava l’astensione più o meno colpevole dalle occupazioni utili. Presso gli antichi Romani, l’otium era il tempo libero dai negotia, le occupazioni della vita politica e gli affari pubblici. Un tempo, quindi, dedicato alla ricerca intellettuale e alle attività culturali, quelle, cioè, per coltivare se stessi.
  Come vedete, a sinistra ce n’è per molti gusti.

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